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RICERCA FINALIZZATA IN CAMPO BIOTECNOLOGICO
L'angiogenesi, formazione di nuovi vasi da capillari preesistenti, è un fenomeno importante sia in casi normali che patologici.
La regolazione dell'angiogenesi è dovuta al fine controllo da parte di vari fattori di crescita derivanti dal tessuto tumorale o normale.
Nel corso degli ultimi anni sono stati identificati vari fattori di crescita, che intervengono indirettamente o direttamente in questo processo. Tra questi il PD-ECGF (Platelet-derived endothelial cell growth factor), il bFGF, il VEGF/VPF (vascular endothelial growth factor/Vascular permeability factor).
Con la collaborazione dell'Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica del CNR (Maglione e Coll.), è stato isolato, da una genoteca preparata da mRNA di placenta, il cDNA codificante un nuovo fattore di crescita angiogenetico, abbondantissimo in placenta, denominato PlGF-1 ( Placental Growth Factor-1 ).
E' emersa quindi per Geymonat S.p.A. l'opportunità di sintetizzare, mediante un processo produttivo innovativo, basato sulle tecniche di ingegneria genetica, il fattore di crescita angiogenetico PlGF-1, capace di regolare in maniera ottimale i complessi fenomeni dell'angiogenesi e della riparazione trofica dei tessuti.
Per conseguire tale obiettivo è stato attivato un progetto di ricerca finalizzata, denominato "Nuovi prodotti farmaceutici per il controllo dei processi trofico-riparativi tisssutali ".
Una volta realizzato, per sintesi biotecnologica, il fattore di crescita PlGF-1, la ricerca di Geymonat S.p.A. si è rivolta allo studio ed alla verifica della tollerabilità e dell'attività farmacodinamica su modelli sperimentali in vitro ed in vivo.
Gli studi tossicologici in vivo, protratti per diverse settimane, somministrando il PlGF-1 per via endovenosa, sono stati condotti su varie specie di animali da laboratorio, coinvolgendo anche i primati (Cynomolgus monkey ). Tali studi hanno evidenziato la sicurezza di impiego del PlGF-1.
L'attività farmacodinamica è stata valutata mediante diversi studi in vitro ( angiogenesi indotta su colture cellulari ) ed in vivo, in modelli animali nei quali l'ischemia era causata da farmaci ( isoprenalina ) o da legatura delle coronarie.
Le osservazioni farmacologiche ottenute inducono a considerare il PlGF-1
provvisto di effetto protettivo nei confronti delle lesioni miocardiche indotte
da ischemia.
Tali caratteristiche fanno del "fattore angiogenetico" un potenziale
farmaco nel trattamento di soggetti con infarto acuto del miocardio
in atto, al fine di favorire una più valida neoformazione vasale, tale
da permettere ai piccoli vasi neoformati di sopperire al necessario volume ematico.
Obiettivo collaterale è l'attività del nuovo futuro farmaco nel trattamento delle arteriopatie obliteranti periferiche, in particolar modo degli arti inferiori, caratterizzate anch'esse, come le forme miocardiche, dalla esigenza di una valida neoformazione vasale.
Lo sviluppo futuro della ricerca su PlGF-1 sarà inoltre indirizzato verso un approfondimento dell'attività di questo fattore nei confronti della sclerodermia.
La patologia in questione coinvolge il sistema microvascolare e induce l'attivazione dei fibroblasti e l'eccesso di produzione di collagene. La cute e gli organi interni sono il principale target della malattia.
Recenti dati comparsi nella letteratura internazionale hanno messo in evidenza come in questa patologia vi sia una stretta correlazione tra l'attività del sistema nervoso periferico ed il funzionamento delle cellule endoteliali, direttamente influenzate dalla liberazione, tra l'altro, di vari fattori di crescita coinvolti nel processo di neoangiogenesi.
Attraverso test, inizialmente di tipo farmacodinamico in vitro, verrà
valutata l'attitudine di PlGF-1 ad influire sulla proliferazione cellulare (endoteliale)
e sulla apoptosi, nonché sulla correlazione tra angiogenesi e regolazione
del tono vasomotore, che è alla base del fenomeno ischemico periferico
tipico di questa patologia.